.......la bellezza del fresco profumo di libertà che si oppone al puzzo del compromesso morale, della indifferenza, della contiguità e quindi della complicità.
Il titolo è forte. Tradotto, suona così: «19 di luglio o come instaurare una seconda Repubblica fondata sul sangue di una strage di Stato». L’originale è in inglese, a sua volta tratto da Lampi nel buio, un brano di Salvatore Borsellino dedicato all’assassinio di suo fratello Paolo, appunto il 19 luglio del 1992, e a tutti i relativi misteri. Un giovane compositore, Giovanni Mancuso, l’ha musicato («Perché in inglese? Perché vorrei che queste cose si sapessero anche all’estero e poi perché l’inglese è più adatto alla mia musica») e ieri l’ha eseguito in prima assoluta alla Biennale Musica di Venezia.
Però non è stato distribuito il testo, né in inglese né in italiano, mentre sul programma il titolo diventava un anodino July 19th. Finita l’esecuzione, Borsellino è salito commosso sul palco per ringraziare, ma ha anche aggiunto che «sarebbe stato bene se fossero stati dati al pubblico tutti i mezzi per capire». Mancuso, lei si sente censurato? «L’atmosfera era tesa, ma diciamo che alla fine sono stato contento di aver potuto suonare la mia musica». Sarà. Certo che di questi giorni, con indagini, ferite e polemiche riaperte, parlare di «strage di Stato» è esplosivo. E la musica, si sa, è il detonatore più potente che esista.
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Giovanni Mancuso
|2009-10-01 14:57:58
Comunicato stampa:
Venezia, 1 ottobre 2009
L'improvviso esaurimento del toner della stampante unica ufficiale della Biennale Musica 2009 - già seriamente compromessa dalla stampa di tutti gli schemi elettrici dei robot musicali di Suguru Goto -
sembra essere alla causa del mancato arrivo in sala delle 200 copie previste del testo "Lampi nel buio" di Salvatore Borsellino nelle due versioni inglese e italiana utilizzato
nel brano July 19th or How to establish a second Republic founded on the blood of a State Massacre di Giovanni Mancuso eseguito lo scorso 27 settembre presso il
Teatro Piccolo Arsenale di Venezia.
A quanti hanno lamentato difficoltà di comprensione durante l'esecuzione del lungo brano progiamo le più sentite scuse . I materiali originali sono consultabili nel sito www.19luglio1992.com
Giungano alla Biennale Musica 2009 i più sinceri sentimenti di ammirazione da parte degli autori per il coraggio dimostrato nella diffusione e divulgazione dell'argomento
affrontato dal brano, sfortunatamente vanificati da un banale incidente tecnico.
Giungano altresì i nostri ringraziamenti per lo spazio dedicato al commento di Salvatore Borsellino dopo l'esecuzione del brano così caldamente richiesto dagli organizzatori
a parziale compensazione del danno causato dall'assenza del testo nei programmi di sala.
Cordialità
Giovanni Mancuso
bertelli
|2009-10-01 23:33:57
Caro Giovanni Mancuso,
vorrei ringraziarla per non essersi piegato all'atmosfera "tesa" che si è respirata prima e durante l'esecuzione della sua composizione.
Noi abbiamo portato la nostra agenda rossa per le strade di Roma, lei l'ha resa viva con la musica, le parole di Salvatore e la traduzione di Christina.
Resto sempre più convinto che chi pianificò ed organizzò la strage del 19 luglio 1992 abbia sottovalutato la reazione della magistratura palermitana e di quanto Paolo Borsellino e gli agenti di scorta avrebbero continuato ad essere vivi in altre persone.
Un abbraccio forte
Marco
Giovanni Mancuso
|2009-10-02 14:35:08
Grazie Marco,
hanno fatto di tutto per smarcarsi da questo pezzo che si erano dimenticati di avermi commissionato...volevano che io o Salvatore ci assumessimo tutte le responsabilità "manlevando" la Biennale da qualsiasi conseguenza (avevano paura di querele...)ma alla fine o censuravano o lasciavano che il pezzo fosse eseguito....abbiamo in un certo senso vinto noi...ma come vede hanno privato il pubblico del testo e , un minuto prima di entrare in scena avevano dato l'"ordine" di non far salire sul palco Salvatore...ma ordini da loro non ne accettiamo, vero?
Un uomo come Salvatore è temutissimo; se il testo fosse stato del pregiudicato Sgarbi non ci sarebbero state così tante pressioni. L'esempio di Salvatore però ci ha dato la forza di continuare a resistere.
bertelli
|2009-10-03 15:31:57
Salvatore ci ha detto che prima della manifestazione a Palermo del 23 maggio 2009 era giunta richiesta di controllare se lui fosse in arrivo presso l'aeroporto di Punta Raisi, "neanche si trattasse di un delinquente". Il timore era che Salvatore avesse potuto incrociare qualche "occupante abusivo" le Istituzioni durante le commemorazione per la morte Giovanni Falcone e gli agenti della scorta.
Evidentemente qualcosa non funziona se la presenza di Salvatore è vista con preoccupazione, mentre quella di un pregiudicato potrebbe passare come nulla.
Si resta sempre più senza parole, soprattutto nel momento in cui questi fatti hanno luogo in occasione di eventi culturali come la Biennale di Venezia nei quali si dovrebbe respirare un'aria diversa.
Non c'è scelta: bisogna davvero fare tutto il possibile per resistere.