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Se Borsellino in musica è "strage di Stato" PDF Stampa E-mail AddThis Social Bookmark Button
Editoriali - Editoriali
Scritto da Alberto Mattioli   
Mercoledì 30 Settembre 2009 00:40
Il titolo è forte. Tradotto, suona così: «19 di luglio o come instaurare una seconda Repubblica fondata sul sangue di una strage di Stato». L’originale è in inglese, a sua volta tratto da Lampi nel buio, un brano di Salvatore Borsellino dedicato all’assassinio di suo fratello Paolo, appunto il 19 luglio del 1992, e a tutti i relativi misteri. Un giovane compositore, Giovanni Mancuso, l’ha musicato («Perché in inglese? Perché vorrei che queste cose si sapessero anche all’estero e poi perché l’inglese è più adatto alla mia musica») e ieri l’ha eseguito in prima assoluta alla Biennale Musica di Venezia.
 
Però non è stato distribuito il testo, né in inglese né in italiano, mentre sul programma il titolo diventava un anodino July 19th. Finita l’esecuzione, Borsellino è salito commosso sul palco per ringraziare, ma ha anche aggiunto che «sarebbe stato bene se fossero stati dati al pubblico tutti i mezzi per capire». Mancuso, lei si sente censurato? «L’atmosfera era tesa, ma diciamo che alla fine sono stato contento di aver potuto suonare la mia musica». Sarà. Certo che di questi giorni, con indagini, ferite e polemiche riaperte, parlare di «strage di Stato» è esplosivo. E la musica, si sa, è il detonatore più potente che esista.

Fonte:
www.lastampa.it (28 settembre 2009)


Commenti
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Giovanni Mancuso   |2009-10-01 14:57:58
Comunicato stampa:

Venezia, 1 ottobre 2009

L'improvviso esaurimento del
toner della stampante unica ufficiale della Biennale Musica 2009 - già
seriamente compromessa dalla stampa di tutti gli schemi elettrici dei robot
musicali di Suguru Goto -
sembra essere alla causa del mancato arrivo in sala
delle 200 copie previste del testo "Lampi nel buio" di Salvatore
Borsellino nelle due versioni inglese e italiana utilizzato
nel brano July 19th
or How to establish a second Republic founded on the blood of a State Massacre
di Giovanni Mancuso eseguito lo scorso 27 settembre presso il
Teatro Piccolo
Arsenale di Venezia.
A quanti hanno lamentato difficoltà di comprensione
durante l'esecuzione del lungo brano progiamo le più sentite scuse . I
materiali originali sono consultabili nel sito www.19luglio1992.com

Giungano
alla Biennale Musica 2009 i più sinceri sentimenti di ammirazione da parte
degli autori per il coraggio dimostrato nella diffusione e divulgazione
dell'argomento
affrontato dal brano, sfortunatamente vanificati da un banale
incidente tecnico.

Giungano altresì i nostri ringraziamenti per lo spazio
dedicato al commento di Salvatore Borsellino dopo l'esecuzione del brano così
caldamente richiesto dagli organizzatori
a parziale compensazione del danno
causato dall'assenza del testo nei programmi di sala.


Cordialità



Giovanni Mancuso
bertelli   |2009-10-01 23:33:57
Caro Giovanni Mancuso,

vorrei ringraziarla per non essersi piegato
all'atmosfera "tesa" che si è respirata prima e durante l'esecuzione
della sua composizione.

Noi abbiamo portato la nostra agenda rossa per le
strade di Roma, lei l'ha resa viva con la musica, le parole di Salvatore e la
traduzione di Christina.

Resto sempre più convinto che chi pianificò ed
organizzò la strage del 19 luglio 1992 abbia sottovalutato la reazione della
magistratura palermitana e di quanto Paolo Borsellino e gli agenti di scorta
avrebbero continuato ad essere vivi in altre persone.

Un abbraccio forte

Marco
Giovanni Mancuso   |2009-10-02 14:35:08
Grazie Marco,
hanno fatto di tutto per smarcarsi da questo pezzo che si erano
dimenticati di avermi commissionato...volevano che io o Salvatore ci assumessimo
tutte le responsabilità "manlevando" la Biennale da qualsiasi
conseguenza (avevano paura di querele...)ma alla fine o censuravano o lasciavano
che il pezzo fosse eseguito....abbiamo in un certo senso vinto noi...ma come
vede hanno privato il pubblico del testo e , un minuto prima di entrare in scena
avevano dato l'"ordine" di non far salire sul palco Salvatore...ma
ordini da loro non ne accettiamo, vero?
Un uomo come Salvatore è temutissimo;
se il testo fosse stato del pregiudicato Sgarbi non ci sarebbero state così
tante pressioni. L'esempio di Salvatore però ci ha dato la forza di continuare
a resistere.
bertelli   |2009-10-03 15:31:57
Salvatore ci ha detto che prima della manifestazione a Palermo del 23 maggio
2009 era giunta richiesta di controllare se lui fosse in arrivo presso
l'aeroporto di Punta Raisi, "neanche si trattasse di un delinquente". Il
timore era che Salvatore avesse potuto incrociare qualche "occupante
abusivo" le Istituzioni durante le commemorazione per la morte Giovanni
Falcone e gli agenti della scorta.

Evidentemente qualcosa non funziona se la
presenza di Salvatore è vista con preoccupazione, mentre quella di un
pregiudicato potrebbe passare come nulla.

Si resta sempre più senza parole,
soprattutto nel momento in cui questi fatti hanno luogo in occasione di eventi
culturali come la Biennale di Venezia nei quali si dovrebbe respirare un'aria
diversa.

Non c'è scelta: bisogna davvero fare tutto il possibile per
resistere.

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