Palermo non mi piaceva, per questo ho imparato ad amarla.
Perché il vero amore consiste nell'amare ciò che non ci piace per poterlo cambiare. Paolo Borsellino
Palermo. L’ordine di scuderia è di dimostrare che la gente comune, senza partiti, senza sponsor, animata solo dai propri ideali, dall’indignazione e dalla…
Nicola Biondo, autore de Il Patto edito da Chiarelettere ad Affari: “Pubblicare i nomi degli agenti che indagavano sulla strage non aggiunge nulla alla notizia"
"Dopo Mani pulite, un giorno bisognerà fare 'Penne pulite' e occuparsi del ruolo del giornalismo in questo Paese. Noi cronisti, e parlo in generale, possiamo dare un servizio alla collettività, ma possiamo anche fare un lavoro becero e depistante". Nicola Biondo è l'autore, con Sigfrido Ranucci, de 'Il Patto'. Nel volume, edito da Chiarelettere e uscito a fine gennaio, si parla per la prima volta dei due agenti della Criminalpol che arrivarono a Palermo, da Catania, poche ore dopo la strage di Via D'Amelio ed ebbero l'intuizione di perquisire il palazzo dei costruttori mafiosi Graziano. Una pista importante che è rimasta insabbiata per quasi 18 anni.
Le Agende Rosse non hanno titolari. E' questo che ci rende "diversi". Ogni cittadino italiano puo' essere un'Agenda Rossa. Le “Agende Rosse” siamo tutti, siamo quei tanti cittadini che lottano giorno dopo giorno per cambiare un sistema mafioso che ha invaso il nostro modo di essere e di agire nella societa'.Siamo ogni genitore che mostra ai propri figli la differenza tra giusto e sbagliato attraverso esempi concreti. Siamo ogni politico che si oppone al puzzo del compromesso morale. Siamo ogni maestro, ogni insegnante che invita il giudice, l'uomo Paolo Borsellino nella sua classe. Siamo ogni giornalista che racconta senza paura le ingiustizie che si annidano tra chi non ha voce e nelle istituzioni di uno Stato che ha il dovere di sottoporre il suo operato agli occhi del popolo che rappresenta.
19 luglio 2010 alle ore 17.30 davanti a Palazzo Tursi, ha avuto luogo a Genova il Presidio in occasione del diciottesimo anniversario della strage di via D'Amelio a Palermo in memoria del magistrato Paolo Borsellino ed i cinque agenti di scorta Emanuela Loi, Agostino Catalano, Walter Eddie Cosina, Vincenzo Li Muli e Claudio Traina.
Vicini a chi è morto per lottare contro tutte le mafie, contro la mafia di ieri e di oggi, il Movimento Agende Rosse di Genova non dimentica e con un esplicito no alle infiltrazioni mafiose sul territorio regionale e nazionale ci opponiamo ad ogni tipo di mafia.
Ti ho sognato, l’altra notte. Se non mi sbaglio, credo sia la prima volta che mi capita. Eri seduto sul tuo lettino d’ospedale, bianco. Tu, col tuo camice bianco. Nonostante l’ictus che ti aveva colpito qualche giorno prima e che ti aveva lasciato semiparalizzato, eri seduto e cercavi pure di parlare. Ma, per quanto ti sforzassi, dalla tua bocca, immobile, usciva solo un borbottio indistinto. Ne eri seccato, maledettamente seccato. E io credo, a un certo punto, di aver persino intuito quello che volevi dirmi. Ma ora, purtroppo, non me lo ricordo. Ricordo solo, nel sogno, di essermi voltato e di aver scambiato un cenno d’intesa con mio fratello, che stava in piedi, dietro di te, sorridente, nel giorno del suo compleanno: Vedi, il nonno si sta riprendendo.
Ora che sei morto, provo a buttare giù queste due righe. Ti sembrerà egoista, ma lo faccio più per me, che per te. Per alleviare, se possibile, questo dolore che ancora non so come sfogare. Che è cresciuto, in questi dieci giorni di agonia, più acuto e più irreale, per qualcosa che, prima o poi (dentro di me lo sapevo) doveva succedere, ma che non poteva succedere, ora. Almeno non così. Sarà la distanza, sarà l’oceano che c’è di mezzo, ma a me ancora non sembra vero. E se anche la mente tenta di convincermi che è finita, io proprio non riesco ad immaginarti, morto.
“E’ nato anche nella nostra comunità il Gruppo Territoriale Benevento-Avellino del Movimento delle Agende Rosse di Salvatore Borsellino, fratello del giudice Paolo ucciso il 19 luglio 1992”: lo rende noto Rosanna Carpentieri, aderente al Movimento e tra i promotori delle iniziative sul luogo. “Siamo cittadine e cittadini risvegliati dal torpore civico nei tanti incontri che Salvatore Borsellino ha tenuto in giro per l’Italia negli scorsi anni – continua la nota -, e ci proponiamo come obiettivo quello di contribuire a far emergere la verità sulle stragi del 1992 non dimenticandole, ma agendo nel proprio territorio locale, informandosi ed informando la propria comunità sul perché dal 1992 la strategia stragista sia all’improvviso cessata, senza motivo apparente e sui fatti incredibili anche giudiziariamente accertati che è possibile scoprire sul sito www.19luglio1992.com e con lo scopo di capire come mai diversi milioni di cittadini italiani, oggi nel 2010, vivano ancora in territori sottratti alla sovranità dello Stato e consegnati ad organizzazioni criminali”.
Scritto da Redazione 19luglio1992.com - Lorenzo Baldo
Nell'ottava puntata di Complotti - il programma condotto dal giornalista Giuseppe Cruciani, in onda oggi mercoledì 28 luglio alle 23.55 su La7.
Attraverso due storie esemplari, il programma proverà a far luce su una vicenda ancora insoluta e che potrebbe prevedere anche un legame tra mafia e istituzioni. La prima è quella di Luigi Ilardo, l'unico infiltrato che ha svelato dall'interno di Cosa Nostra tutta la rete di protezione costruita intorno al boss. La seconda è quella del chirurgo Attilio Manca, morto in circostanze misteriose, forse dopo aver operato e curato Provenzano. Tra gli intervistati i magistrati Nino Di Matteo e Marzia Sabella, il giornalista Nicola Biondo e i familiari di Attilio Manca.
Attilio Manca venne ritrovato cadavere il 12 febbraio 2004, verso le ore 11. Il suo corpo era riverso trasversalmente sul piumone del letto (il letto era intatto ed in ordine, come se non fosse andato a dormire), seminudo. Dal naso e dalla bocca era fuoriuscita un’ingente quantità di sangue, che aveva finito per provocare una pozzanghera sul pavimento...
La notizia del progettato attentato contro il palazzo di Giustizia e la squadra mobile di Palermo deve farci riflettere su quanto sia delicato questo momento della storia d'Italia. E' nei momenti più difficili che dobbiamo far sentire la nostra vicinanza ai magistrati che lottano contro la mafia.
Il successo della manifestazione del 17-18-19 luglio ha aperto ancor di più lo spiraglio di luce che intravediamo in questa epoca buia.
Non ci sarà un'altra strage del '92, perchè i nostri magistrati non sono soli: colpire loro significa attaccare personalmente tantissime persone che da ogni parte della nazione esprimono continuamente solidarietà agli eredi di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino e agli uomini della scorta.
L'antimafia come ideale, come stile di vita, come senso di dignità della persona umana è parte integrante della vita di ciascuno di noi e non si può più fermare. Il risveglio è già avvenuto, anche a Palermo.
La paura per quelle verità sconvolgenti e imbarazzanti sulle stragi del '92 è ormai scomparsa: non permetteremo mai più ai mafiosi, dal "picciotto" ai "colletti bianchi", di toccare i nostri giudici, perchè se ciò dovesse accadere centinaia di migliaia di cittadini non avrebbero pace fin quando ciascun singolo criminale non venga arrestato. Non ci sarà un'altra seconda Repubblica.
Grazie di cuore ai nostri eroi: Antonio Ingroia, Nino Di Matteo, Sergio Lari, Giovanbattista Tona, Salvatore Vitello e tutti gli altri magistrati e poliziotti che rischiano ogni giorno la loro vita per la ricostruzione di un'Italia migliore, degna della nostra Costituzione.